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Le recenti operazioni delle forze dell’ordine e gli arresti eseguiti nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia hanno riacceso l’attenzione sulla presenza della criminalità nel territorio di Manduria. Sulla vicenda interviene l’ex consigliere comunale Lamusta, con una riflessione rivolta alla comunità e, in particolare, alle nuove generazioni.

«Da ex consigliere comunale ho imparato che amministrare una città significa anche assumersi la responsabilità di parlare quando sarebbe più facile stare in silenzio». È da questo principio che parte il suo intervento, nel quale viene ribadita la necessità di non sovrapporre il giudizio politico a quello della magistratura.

Le accuse emerse dall’inchiesta sono gravi, ma sarà la magistratura, nelle sedi competenti, ad accertare eventuali responsabilità degli indagati. Al di là degli aspetti giudiziari, però, quanto accaduto rappresenta per Lamusta un motivo di riflessione sul presente e sul futuro della città. «Manduria non può rassegnarsi. Non possiamo accettare l’idea che droga, violenza, estorsioni e criminalità organizzata possano diventare parte della normalità».

Un pensiero che nasce anche dall’esperienza maturata negli anni trascorsi in Consiglio comunale, durante i quali l’ex amministratore ha avuto modo di conoscere da vicino molte delle realtà che compongono la città: commercianti, imprenditori, associazioni, volontari, famiglie e soprattutto giovani.

«È questa la Manduria che conosco», racconta, richiamando l’immagine di una comunità fatta di persone che lavorano, si impegnano e cercano ogni giorno di costruire il proprio futuro.

Ed è proprio pensando ai ragazzi che la vicenda assume un significato ancora più ampio. Dietro un giovane che imbocca una strada sbagliata, osserva Lamusta, non c’è soltanto una questione di ordine pubblico, ma anche una famiglia che soffre, un futuro che rischia di essere compromesso e una comunità che perde una parte delle proprie energie.

Nel suo intervento arriva anche un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura per il lavoro svolto nell’ambito dell’operazione. «Quando lo Stato interviene con operazioni di questa portata, dimostra che nessuno deve sentirsi padrone di una città o di un territorio».

La repressione, però, non può rappresentare l’unico strumento. La prevenzione, secondo l’ex consigliere, deve iniziare molto prima che un giovane entri in contatto con gli ambienti criminali.

«La partita vera si gioca nelle scuole, nelle famiglie, nello sport, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione. Si gioca soprattutto nella capacità degli adulti di parlare ai ragazzi prima che qualcun altro inizi a farlo al posto nostro».

Un passaggio che porta direttamente al messaggio rivolto alle nuove generazioni. «Non fatevi raccontare che quella è la strada del successo. Non lo è».

Droga, denaro facile, armi, violenza e rispetto ottenuto attraverso la paura, secondo Lamusta, possono essere presentati ai più giovani come simboli di forza e affermazione personale, ma rappresentano invece una strada capace di privare progressivamente della propria libertà.

«Non avete bisogno di diventare qualcuno attraverso la paura degli altri. Diventate qualcuno attraverso quello che sapete fare, attraverso il lavoro, lo studio, lo sport, i vostri sacrifici».

Una posizione che si lega anche alla sua precedente esperienza politica e amministrativa. «Ho fatto politica e ho amministrato questa città perché ho sempre creduto che, nel mio piccolo, potessi contribuire a migliorarla».

Oggi, anche lontano dagli incarichi istituzionali, quella responsabilità viene rivendicata come impegno civico: «Anche da ex consigliere sento di avere ancora una responsabilità: non stare zitto davanti a quello che non va».

La conclusione è un richiamo all’identità della comunità e alla necessità che la parte sana della città non rimanga silenziosa.

«Manduria non appartiene alla criminalità. Appartiene a chi ogni giorno si alza, lavora, cresce i propri figli e prova, con fatica, a costruire un futuro migliore».

Un futuro che, soprattutto, guarda ai giovani e alla possibilità di offrire loro alternative concrete alla criminalità, attraverso la formazione, il lavoro, lo sport, la cultura e la partecipazione alla vita della comunità.

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