Si è svolta presso la Prefettura di Taranto la solenne cerimonia di consegna di sette Medaglie d’Onore alla memoria di altrettanti cittadini manduriani deportati e internati nei lager nazisti durante la Seconda guerra mondiale e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Le onorificenze sono state conferite con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’ambito della procedura prevista dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296, che riconosce a titolo di risarcimento morale il sacrificio dei cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti.
Il procedimento prevede l’accertamento dei requisiti da parte del Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la successiva formalizzazione della concessione attraverso decreto del Presidente della Repubblica. Le medaglie, realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, vengono quindi trasmesse alle Prefetture, alle quali spetta la cerimonia di consegna ai familiari degli insigniti.
La cerimonia di Taranto ha rappresentato un momento di particolare solennità istituzionale, durante il quale lo Stato, attraverso la Presidenza della Repubblica e la Prefettura, ha rinnovato il proprio omaggio alla memoria degli uomini che subirono deportazione, internamento e privazioni, contribuendo a mantenere vivo il ricordo di una delle pagine più dolorose della storia italiana ed europea.
Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Taranto Ernesto Liguori, gli onorevoli Dario Iaia e Giovanni Maiorano, il sindaco di Manduria Domenico Sammarco, il consigliere comunale Antonio Giuliano, le autorità civili e militari e i rappresentanti dei Comuni della provincia.
Per l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione di Manduria hanno partecipato il presidente Paolo Picchieri, il vicepresidente Giovanni Pezzarossa e il segretario Giuseppe Mazza.
Particolare rilievo è stato riservato alle famiglie degli insigniti, custodi della memoria e della storia dei propri cari. A loro l’Associazione rivolge il proprio ringraziamento per aver mantenuto vivo, nel corso delle generazioni, il ricordo di quelle vicende e per aver consentito alla comunità di Manduria di riconoscersi nella memoria dei propri concittadini.
La Medaglia d’Onore non rappresenta soltanto un riconoscimento individuale, ma anche un atto attraverso il quale la Repubblica conserva e trasmette la memoria del sacrificio di quanti furono deportati e internati, affinché la loro esperienza continui a essere conosciuta dalle nuove generazioni.
Ricordare è un dovere.
Onorare è un impegno.
Trasmettere è una responsabilità.

