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Manduria, torna “Ciclopasseggiando con San Francesco”: domenica 27 settembre la IX edizione

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locandina ciclopasseggiata 2026
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Torna a Manduria uno degli appuntamenti più attesi dedicati alla natura, al territorio e alla vita di comunità. Domenica 27 settembre 2026 è in programma la IX edizione di “Ciclopasseggiando con San Francesco”, iniziativa su due ruote che unisce mobilità sostenibile, fraternità e attenzione all’ambiente.

L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Manduria e dai Frati Minori del Convento di San Francesco, con il patrocinio del Comune di Manduria, e quest’anno si inserisce nelle celebrazioni del Tempo del Creato 2026.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è quello dell’“Acqua Viva”, una riflessione che prende spunto dal celebre Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, nel quale l’acqua viene definita «utile, humile, pretiosa et casta». Un richiamo alla necessità di riscoprire il valore delle risorse naturali e l’importanza della loro tutela.

La manifestazione vuole essere allo stesso tempo una giornata di festa e condivisione e un’occasione per riflettere sulla cura della cosiddetta “Casa Comune”. La figura di San Francesco diventa così il filo conduttore di un percorso nel quale il rispetto per la natura si intreccia con la solidarietà, la fraternità e la responsabilità verso il territorio.

Il programma prenderà il via alle 8.30 in Piazza San Francesco, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti per l’accoglienza e le iscrizioni. Nella stessa piazza sarà presente anche un banchetto informativo dell’AIDO, l’associazione impegnata nella promozione della donazione di organi e tessuti.

La presenza dell’associazione vuole sottolineare il legame tra la cura del creato e la solidarietà verso il prossimo, ampliando il significato della manifestazione oltre il semplice momento sportivo e ricreativo.

Alle 9.00 è prevista la partenza della pedalata. La prima tappa sarà alle 9.30 al Fonte Pliniano, uno dei luoghi simbolo di Manduria, dove i partecipanti potranno prendere parte a una visita guidata e a un momento di preghiera.

Alle 11.00 la passeggiata proseguirà verso la struttura “Sine Tempore”, dove è prevista una visita accompagnata da una piccola merenda insieme. Il rientro in Piazza San Francesco è programmato per le 12.00.

“Ciclopasseggiando con San Francesco” si rivolge a famiglie, giovani e a tutti gli appassionati delle due ruote, proponendo una mattinata all’aria aperta alla scoperta del territorio e dei suoi luoghi, attraverso un’esperienza che mette insieme movimento, socialità e riflessione.

L’appuntamento rappresenta anche un’occasione per riscoprire alcuni luoghi caratteristici di Manduria attraverso una modalità di fruizione sostenibile, valorizzando il rapporto tra cittadini, patrimonio locale e ambiente.

Per informazioni e iscrizioni è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero 389 5336839.

L’appuntamento è quindi per domenica 27 settembre, con partenza da Piazza San Francesco, per una nuova edizione di una manifestazione che continua a coniugare il messaggio francescano con la valorizzazione del territorio e la sensibilizzazione sui temi della tutela ambientale.

Manduria, Lamusta dopo il blitz della DDA: «La città non può rassegnarsi»

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Le recenti operazioni delle forze dell’ordine e gli arresti eseguiti nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia hanno riacceso l’attenzione sulla presenza della criminalità nel territorio di Manduria. Sulla vicenda interviene l’ex consigliere comunale Lamusta, con una riflessione rivolta alla comunità e, in particolare, alle nuove generazioni.

«Da ex consigliere comunale ho imparato che amministrare una città significa anche assumersi la responsabilità di parlare quando sarebbe più facile stare in silenzio». È da questo principio che parte il suo intervento, nel quale viene ribadita la necessità di non sovrapporre il giudizio politico a quello della magistratura.

Le accuse emerse dall’inchiesta sono gravi, ma sarà la magistratura, nelle sedi competenti, ad accertare eventuali responsabilità degli indagati. Al di là degli aspetti giudiziari, però, quanto accaduto rappresenta per Lamusta un motivo di riflessione sul presente e sul futuro della città. «Manduria non può rassegnarsi. Non possiamo accettare l’idea che droga, violenza, estorsioni e criminalità organizzata possano diventare parte della normalità».

Un pensiero che nasce anche dall’esperienza maturata negli anni trascorsi in Consiglio comunale, durante i quali l’ex amministratore ha avuto modo di conoscere da vicino molte delle realtà che compongono la città: commercianti, imprenditori, associazioni, volontari, famiglie e soprattutto giovani.

«È questa la Manduria che conosco», racconta, richiamando l’immagine di una comunità fatta di persone che lavorano, si impegnano e cercano ogni giorno di costruire il proprio futuro.

Ed è proprio pensando ai ragazzi che la vicenda assume un significato ancora più ampio. Dietro un giovane che imbocca una strada sbagliata, osserva Lamusta, non c’è soltanto una questione di ordine pubblico, ma anche una famiglia che soffre, un futuro che rischia di essere compromesso e una comunità che perde una parte delle proprie energie.

Nel suo intervento arriva anche un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura per il lavoro svolto nell’ambito dell’operazione. «Quando lo Stato interviene con operazioni di questa portata, dimostra che nessuno deve sentirsi padrone di una città o di un territorio».

La repressione, però, non può rappresentare l’unico strumento. La prevenzione, secondo l’ex consigliere, deve iniziare molto prima che un giovane entri in contatto con gli ambienti criminali.

«La partita vera si gioca nelle scuole, nelle famiglie, nello sport, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione. Si gioca soprattutto nella capacità degli adulti di parlare ai ragazzi prima che qualcun altro inizi a farlo al posto nostro».

Un passaggio che porta direttamente al messaggio rivolto alle nuove generazioni. «Non fatevi raccontare che quella è la strada del successo. Non lo è».

Droga, denaro facile, armi, violenza e rispetto ottenuto attraverso la paura, secondo Lamusta, possono essere presentati ai più giovani come simboli di forza e affermazione personale, ma rappresentano invece una strada capace di privare progressivamente della propria libertà.

«Non avete bisogno di diventare qualcuno attraverso la paura degli altri. Diventate qualcuno attraverso quello che sapete fare, attraverso il lavoro, lo studio, lo sport, i vostri sacrifici».

Una posizione che si lega anche alla sua precedente esperienza politica e amministrativa. «Ho fatto politica e ho amministrato questa città perché ho sempre creduto che, nel mio piccolo, potessi contribuire a migliorarla».

Oggi, anche lontano dagli incarichi istituzionali, quella responsabilità viene rivendicata come impegno civico: «Anche da ex consigliere sento di avere ancora una responsabilità: non stare zitto davanti a quello che non va».

La conclusione è un richiamo all’identità della comunità e alla necessità che la parte sana della città non rimanga silenziosa.

«Manduria non appartiene alla criminalità. Appartiene a chi ogni giorno si alza, lavora, cresce i propri figli e prova, con fatica, a costruire un futuro migliore».

Un futuro che, soprattutto, guarda ai giovani e alla possibilità di offrire loro alternative concrete alla criminalità, attraverso la formazione, il lavoro, lo sport, la cultura e la partecipazione alla vita della comunità.

Manduria punta sulle sue radici messapiche: al via la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029

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Manduria punta sulle proprie radici messapiche, sul paesaggio del Primitivo e su un’idea di cultura capace di essere vissuta, condivisa e valorizzata. È questa la sfida alla base della candidatura della città al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029, un percorso che ambisce a trasformare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio in un motore di sviluppo per l’intera comunità.

C’è una scommessa dietro ogni candidatura a Capitale Italiana della Cultura: convincere una giuria nazionale, ma prima ancora la propria comunità, che il patrimonio di un territorio non rappresenta soltanto qualcosa da conservare, ma può diventare una risorsa capace di generare nuove opportunità, relazioni e progettualità.

Manduria ha scelto di giocare questa partita mettendo al centro alcuni dei simboli più riconoscibili della propria identità. Le Mura Messapiche, il Fonte Pliniano, il centro storico e le campagne caratterizzate dai vigneti del Primitivo diventano così elementi di un unico racconto, nel quale storia, paesaggio, produzioni locali e cultura contemporanea possono dialogare.

La candidatura non nasce, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, come un’iniziativa isolata o come un semplice calendario di manifestazioni. L’obiettivo è costruire un progetto culturale pluriennale capace di coinvolgere cittadini, scuole, associazioni, operatori culturali, enti e realtà produttive del territorio.

L’idea è quella di costruire un percorso partecipato, nel quale le diverse componenti della comunità possano contribuire con proposte e iniziative coerenti con l’identità e i valori individuati dal progetto. Una cultura, dunque, non soltanto da osservare, ma da vivere attraverso esperienze, conoscenza del territorio, produzioni artistiche, tradizioni, enogastronomia e paesaggio.

In questa prospettiva, il Primitivo rappresenta uno degli elementi attraverso i quali Manduria può raccontarsi oltre i propri confini. Il vino diventa parte di un patrimonio più ampio, strettamente legato al territorio e alla sua storia, insieme alle architetture, alle testimonianze archeologiche e al paesaggio rurale.

La candidatura a Capitale Italiana della Cultura rappresenta inoltre un’opportunità per mettere in relazione patrimonio e sviluppo. L’esperienza delle città che hanno ottenuto il riconoscimento negli anni passati ha mostrato come un percorso culturale strutturato possa contribuire ad accrescere l’attenzione nazionale, favorire nuovi progetti e rafforzare la capacità di una comunità di presentarsi all’esterno attraverso un’identità riconoscibile.

Per Manduria, l’ambizione è quindi quella di utilizzare la candidatura come occasione per costruire una strategia che vada oltre il singolo anno. Accessibilità, sostenibilità, partecipazione e apertura verso reti territoriali più ampie rappresentano alcuni dei principi attorno ai quali sviluppare il progetto.

Il percorso verso il 2029 prevede ora il confronto con le altre città candidate e l’iter previsto dal Ministero della Cultura, che porterà alla selezione delle finaliste prima della proclamazione della città destinata a ottenere il titolo.

Nel frattempo, il Comune ha avviato un percorso di confronto con associazioni ed enti del territorio, chiamati a contribuire alla costruzione della candidatura attraverso idee, progetti e iniziative.

La vera sfida, dunque, non riguarda soltanto la possibilità di ottenere il titolo. Per Manduria il percorso può rappresentare anche l’occasione per mettere a sistema energie e competenze già presenti sul territorio, creando una visione condivisa della città e del suo futuro.

Le Mura Messapiche, il Fonte Pliniano, il Primitivo, il paesaggio e le tante espressioni della cultura locale possono così diventare tasselli di un racconto comune. Un racconto nel quale il passato non rappresenta soltanto una memoria da custodire, ma una base sulla quale costruire nuove prospettive.

Che il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029 arrivi o meno, la scommessa di Manduria è dunque quella di trasformare la candidatura in un patrimonio permanente: una maggiore consapevolezza della propria identità, una rete più forte tra le realtà del territorio e una progettualità culturale capace di continuare anche oltre il risultato della competizione.

“L’ultimo tramonto di Francesco”: nel Chiostro San Francesco di Manduria un reading teatrale per gli 800 anni dal Transito del Santo.

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la gazzetta di manduria
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Sabato 26 settembre, alle 20, nel Chiostro San Francesco, il reading teatrale della Compagnia del Ciambellano dedicato all’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi. In scena anche il Coro del Convento San Francesco diretto da Padre Luigi Aluisi

Ci sono storie che appartengono al passato, ma che, a distanza di secoli, continuano a interrogare il presente. È da questa suggestione che nasce “L’ultimo tramonto di Francesco – Gli occhi di Chiara in quella notte lunga 800 anni”, il reading teatrale che la Compagnia del Ciambellano porterà in scena sabato 26 settembre, alle ore 20, nella suggestiva cornice del Chiostro San Francesco di Manduria.

L’appuntamento si inserisce nelle iniziative dedicate all’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi e propone al pubblico un racconto dell’ultima notte della vita del Santo attraverso uno sguardo particolare: quello di Chiara.

È attraverso i suoi occhi che prende forma il racconto di quelle ultime ore, restituendo una figura di Francesco non soltanto nella sua dimensione spirituale, ma soprattutto nella sua dimensione umana. Fragilità, forza, emozioni e sentimenti diventano così parte di un percorso teatrale che intende riportare al centro l’uomo che si trova dietro la figura del Santo.

Il reading si sviluppa attraverso parole, silenzi, emozioni e spiritualità, costruendo un dialogo intimo tra la scena e il pubblico. Un viaggio nella notte che precede il Transito di Francesco, pensato per avvicinare gli spettatori a una storia lontana nel tempo, ma ancora capace di suscitare riflessioni sul significato della fede, della fraternità e della propria dimensione umana.

A curare la regia dello spettacolo sarà Luciana Stano. Ad arricchire la serata sarà inoltre la partecipazione del Coro del Convento San Francesco, diretto da Padre Luigi Aluisi, che accompagnerà il reading con il proprio contributo musicale, creando un ulteriore elemento di dialogo tra teatro, spiritualità e musica.

La scelta del Chiostro San Francesco come luogo dell’iniziativa assume un particolare significato. La sua atmosfera e il legame con la tradizione francescana offriranno infatti una cornice naturale a un racconto dedicato agli ultimi momenti della vita di Francesco e a un messaggio che, dopo otto secoli, continua a essere associato ai valori della pace, della fraternità e dell’attenzione verso l’altro.

“L’ultimo tramonto di Francesco” vuole dunque essere qualcosa di più di una semplice rappresentazione teatrale: un momento di ascolto e riflessione, nel quale il pubblico è invitato a fermarsi davanti a una storia che attraversa ottocento anni per tornare a parlare al presente.

L’appuntamento è per sabato 26 settembre 2026, alle ore 20, presso il Chiostro San Francesco di Manduria. L’ingresso è libero.

Una notte lunga 800 anni. Una storia che continua a parlarci. Un ultimo tramonto da vivere insieme.

Maruggio, standing ovation per “Sinfonie di… Segni”: arriva anche il “bis del bis”

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manifesto unico contaminazioni arte
manifesto unico contaminazioni arte

MARUGGIO — Applausi, standing ovation e persino un “bis del bis” per “Sinfonie di… Segni”, lo spettacolo che sabato 19 settembre ha portato sul palco del Cine-Teatro comunale “Giovanni Magliola” un originale incontro tra musica e satira. L’iniziativa è stata inserita nella rassegna “Contaminazioni d’Arte”, organizzata dall’Accademia Musicale Armonia delle Sfere e finanziata da Fondazione Puglia.

Davanti a una platea gremita, l’Ensemble musicale ha accompagnato la performance del vignettista salentino Paolo Piccione, protagonista di un esperimento artistico in cui il suono si è trasformato in segno.

Durante l’esecuzione dei brani, infatti, l’artista ha lasciato guidare la propria mano dalle melodie, costruendo per ciascun pezzo un filo narrativo originale e realizzando in estemporanea vignette dedicate alla satira sociale, di costume e di denuncia. I temi hanno alternato momenti seri e comici, passando anche attraverso quella dimensione “semiseria” che ha contribuito a caratterizzare lo spettacolo.

Il repertorio musicale ha attraversato epoche e generi differenti, spaziando da Bach a Verdi, da Ennio Morricone al tango nuevo di Astor Piazzolla, fino al rondò veneziano di Reverberi e alle composizioni di Jenkins, Sinatra, Gino Paoli e Domenico Modugno.

Sul fronte della satira, Piccione ha affrontato numerosi temi dell’attualità e della società contemporanea: dalla malasanità all’alienazione lavorativa, dalla monetizzazione del sesso online all’autismo, dal turismo selvaggio alla nostalgia degli anni Ottanta e Novanta. Tra gli argomenti anche la violenza di genere, la ludopatia, la libertà di espressione, i rischi legati all’invasività dell’intelligenza artificiale, lo sfruttamento minorile, le contraddizioni legate alla transizione “green”, l’inquinamento marino e il caro carburanti.

A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza è stata la proiezione in diretta sul maxischermo della genesi di ogni vignetta. Il pubblico ha così potuto seguire passo dopo passo il processo creativo, osservando la trasformazione della musica in immagini.

La parte musicale è stata guidata al pianoforte dal Maestro Antonella Margiotta, che ha ricoperto anche il ruolo di speaker, introducendo i diversi brani e suddividendoli per sezioni stilistiche. Nel corso della serata non sono mancate curiosità sugli autori, sulle composizioni e sulle epoche storiche di riferimento.

Ad accompagnare il progetto insieme a Paolo Piccione e ad arricchire l’ensemble sono stati i Maestri Anna Mincolla al violino, Michele Colluto al clarinetto, Pasquale Pichierri al corno, Gregorio Palummieri al bajan e Andrea Pisarra alla batteria.

L’incontro tra le due forme artistiche ha dato vita a un’esperienza multisensoriale, capace di alternare momenti di comicità e riflessione, fino a coinvolgere emotivamente il pubblico.

E proprio gli spettatori hanno decretato il successo della serata chiedendo non soltanto il tradizionale bis, ma addirittura un “bis del bis”. Per il finale, completamente improvvisato, il vignettista ha invitato due volontari presenti in sala a salire sul palco, realizzando per loro una caricatura dal vivo, seguendo il ritmo della musica.

Un finale giocoso e inatteso che ha concluso una serata all’insegna della contaminazione tra linguaggi artistici differenti, confermando lo spirito della rassegna “Contaminazioni d’Arte”.

Operazione antimafia a Manduria, il M5S: «Ora la comunità rompa il muro dell’omertà»

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la gazzetta di manduria
Il Movimento 5 Stelle esprime il proprio ringraziamento alla Polizia di Stato e all’Autorità giudiziaria per l’importante operazione condotta all’alba sul territorio, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

«A tutti gli agenti della Squadra Mobile di Taranto, del Commissariato di Manduria e ai magistrati impegnati in questa complessa inchiesta va il nostro più sentito e intenso ringraziamento», afferma il M5S, sottolineando il lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata.

Secondo il Movimento, l’operazione rappresenta un passaggio significativo nella lotta alla criminalità e dimostra la presenza dello Stato sul territorio.

«Quello portato avanti dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura è un lavoro straordinario, rigoroso e silenzioso, che viene da lontano. Un’azione costante che dimostra come lo Stato c’è, presidia il territorio e non intende arretrare di un millimetro di fronte alla prepotenza mafiosa, all’imposizione del pizzo e al traffico di sostanze stupefacenti», si legge nella nota.

Il M5S evidenzia, tuttavia, che all’azione giudiziaria debba affiancarsi un percorso culturale e sociale capace di coinvolgere l’intera comunità. In questo senso, il Movimento richiama le iniziative promosse durante la passata legislatura, tra cui la riqualificazione e la restituzione alla collettività dei beni confiscati alla mafia e il ciclo di incontri “Legalità & Giustizia”.

Tra gli ospiti ricordati figurano i magistrati Nino Di Matteo, Federico Cafiero De Raho e Francesco Mandoi, oltre a personalità impegnate sul fronte della legalità e del presidio sociale, come don Antonio Coluccia e Franco La Torre.

«La cultura della legalità si costruisce giorno dopo giorno formando le coscienze, informando i cittadini e demolendo quel muro d’omertà di cui le mafie si nutrono», sostiene il Movimento, definendo la criminalità organizzata «una piaga che ci trasciniamo da troppi anni».

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni, al mondo economico, all’associazionismo e ai cittadini.

«Come forza politica e, prima ancora, come cittadini, lo diciamo con chiarezza: è il momento che sia l’intera comunità a reagire», afferma il M5S.

Per il Movimento, rompere il muro della paura e dell’omertà rappresenta una responsabilità collettiva: «Bisogna avere il coraggio di parlare, di denunciare, di schierarsi apertamente e senza esitazioni dalla parte dello Stato».

La nota si conclude con un messaggio di sostegno a quanti contrastano l’illegalità e alle persone che scelgono di denunciare.

«Manduria non appartiene ai clan, appartiene alle tante persone perbene che ogni giorno lavorano e costruiscono con onestà il futuro di questa terra. Noi saremo sempre al fianco di chi denuncia, di chi combatte l’illegalità e delle Forze dell’Ordine che rischiano la vita per restituirci la libertà», conclude il Movimento 5 Stelle, confermando l’intenzione di proseguire il proprio impegno sul piano culturale e politico «affinché nessuno si senta mai più solo nel dire no alla mafia».

«Scegliete da che parte stare»: l’appello di Mattia Stefanelli, presidente di Officina Giovani

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cari ragazzi
cari ragazzi

Visti i recenti fatti di cronaca che hanno colpito la città di Manduria Uno stimolo rivolto alle nuove generazioni a scegliere la strada dello studio, del lavoro, delle relazioni sane e della partecipazione alla comunità arriva da Mattia Stefanelli, presidente di Officina Giovani, ai ragazzi di Manduria.

«Cari ragazzi, scegliete da che parte stare. La vita è nelle vostre mani e non ammette neutralità», scrive Stefanelli, sottolineando il valore dello studio come strumento di crescita e libertà.

«Scegliete la libertà dello studio, che apre la mente e vi rende liberi. Scegliete la dignità del lavoro, anche quello più semplice e faticoso, perché ogni goccia di sudore onesto vale più di mille facili illusioni», prosegue.

Nel suo messaggio, il presidente di Officina Giovani richiama anche l’importanza delle relazioni e delle amicizie, invitando i ragazzi a circondarsi di persone e passioni capaci di contribuire positivamente al loro percorso.

«Circondatevi di sane relazioni, di amicizie vere e di passioni pulite. Il male vi promette tutto per togliervi tutto. Voi ribellatevi scegliendo il bene, la luce e la fatica del costruire».

L’appello riguarda anche il rapporto con le proprie fragilità e con gli errori. Stefanelli invita i giovani a non vivere le difficoltà come motivo di vergogna, ma ad affrontarle con la consapevolezza che cadere e rialzarsi fa parte del percorso di crescita.

«Scegliete di vivere la vostra vita in pienezza, a testa alta. State dalla parte giusta».

Poi il riferimento diretto alla comunità di Manduria: «Manduria ha bisogno di voi: della vostra bellezza, della vostra allegria, della vostra energia vitale, del vostro ingegno e del vostro intelletto».

Un passaggio è dedicato anche al ruolo di chi, quotidianamente, opera accanto ai giovani: «Non abbassate mai lo sguardo davanti alle vostre fragilità. Noi educatori, insegnanti e volontari siamo qui, accanto a voi, e vi aspettiamo a braccia aperte».

Infine, Stefanelli affida ai ragazzi un invito alla libertà di scegliere e alla capacità di ripartire dopo gli errori: «Sbagliate, fate le vostre scelte, cadete e rialzatevi, ma soprattutto… date sempre voce al bene che pulsa dentro di voi».

Manduria, torna la Notte tra i Musei: il 26 settembre un viaggio tra memoria, musica e teatro

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Sabato 26 settembre 2026 torna a Manduria la “Notte tra i Musei”, giunta alla sua sesta edizione. L’appuntamento, organizzato dalla Cooperativa Spirito Salentino in collaborazione con il gruppo culturale Cuore Messapico e con il patrocinio del Comune di Manduria, proporrà un itinerario culturale dedicato ai temi della memoria, del viaggio e del ritorno.

Il momento centrale della serata sarà “VOLVER – Canti da un mare all’altro”, spettacolo-concerto per voce, fisarmonica e marionetta, in programma alle 21:00 presso il Museo Civico Manduria, in via L. Omodei 28.

L’edizione 2026, dal titolo “Rotte di memoria”, collegherà tre luoghi simbolici della città attraverso visite guidate, laboratori, musica dal vivo e teatro di figura. Tre musei diventeranno così le tappe di un unico racconto, costruito intorno alle tracce lasciate dal tempo e ai legami tra luoghi, persone e culture.

La serata prenderà il via al Museo Archeologico Manduria – Terra dei Messapi, in Corso XX Settembre, dove sono previsti due appuntamenti, alle 17:00 e alle 19:00, con il tour guidato e il laboratorio “Dal reperto alla storia”.

L’attività permetterà di avvicinarsi al patrimonio archeologico non soltanto attraverso la contemplazione dei reperti, ma anche mediante un’esperienza finalizzata a restituire agli oggetti il loro significato e il contesto storico nel quale sono stati prodotti e utilizzati.

Il percorso proseguirà alla Casa-Museo Elisa Springer, in via Bizzarri 18, dove sono previste due visite guidate, alle 18:25 e alle 19:35.

Un luogo particolarmente legato al tema della memoria, dove la vicenda individuale di Elisa Springer si intreccia con quella collettiva, trasformandosi in una testimonianza da conoscere, custodire e trasmettere alle nuove generazioni.

Alle 21:00, il programma raggiungerà quindi il Museo Civico Manduria con “VOLVER – Canti da un mare all’altro”, spettacolo-concerto tout public interpretato da Michela Marrazzi, alla voce, animazione e marionetta, e Mattia Manco alla fisarmonica.

“VOLVER” propone un viaggio musicale lungo le sponde del Mediterraneo, attraverso un repertorio di canti, lingue e memorie che hanno attraversato il mare e continuano a viaggiare di generazione in generazione.

In scena, una cantante-animatrice, un fisarmonicista e una marionetta costruiscono un incontro tra musica dal vivo e teatro di figura. La marionetta, presenza curiosa, imprevedibile e ironica, diventa parte integrante dello spettacolo: ascolta, reagisce alla musica, dialoga con gli interpreti e si lascia coinvolgere dai diversi ritmi.

Un elemento capace di coinvolgere soprattutto i più piccoli, mentre i temi della lontananza, della memoria e del ritorno e il repertorio musicale proposto si rivolgono anche al pubblico adulto.

La serata comprenderà inoltre i saluti istituzionali, la presentazione dell’iniziativa e un momento conviviale con la degustazione della torta “Notte tra i Musei”.

Con la sesta edizione di “Notte tra i Musei”, l’obiettivo è quello di proporre ancora una volta i musei come spazi aperti e dinamici, capaci di generare relazioni e di offrire occasioni di incontro.

Non semplici contenitori di opere e documenti, dunque, ma luoghi nei quali il passato può dialogare con il presente e la cultura trasformarsi in un’esperienza condivisa.

L’ingresso è gratuito per tutte le attività, ma la prenotazione è obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni: 349 457 5172.

Artisti in Chiostro chiude la prima edizione: tre giorni tra arte, storia e memoria

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Si è conclusa con profonda emozione e una significativa partecipazione di pubblico la prima edizione di Artisti in Chiostro, rassegna che per tre giornate ha unito arte, storia e senso di comunità, proponendo un percorso dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del territorio.

L’iniziativa ha creato un dialogo tra passato e presente. Da una parte, la storia è tornata protagonista attraverso gli affreschi e il racconto della memoria; dall’altra, il presente ha trovato espressione nelle sensibilità e nelle differenti prospettive artistiche degli autori contemporanei che hanno preso parte alla manifestazione.

Un confronto tra epoche, linguaggi e visioni che ha offerto ai visitatori un’esperienza caratterizzata da spunti di riflessione e dalla possibilità di riscoprire, attraverso l’arte contemporanea, luoghi e testimonianze del passato.

Il valore della manifestazione, tuttavia, è stato individuato anche nel messaggio legato alla responsabilità condivisa nei confronti del patrimonio culturale. La partecipazione dei visitatori ha rappresentato un’occasione per ribadire come la tutela e la valorizzazione della bellezza e della memoria non possano essere affidate esclusivamente a singoli soggetti, ma richiedano il coinvolgimento dell’intera comunità.

I visitatori di oggi possono diventare, infatti, i sostenitori e i custodi di domani, contribuendo alla conservazione di un’eredità storica e artistica che necessita di attenzione, sensibilità e progettualità.

Con la conclusione della prima edizione, Artisti in Chiostro si congeda quindi come una rassegna capace di suscitare interesse e partecipazione, ma anche come un possibile punto di partenza per nuove iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio.

L’obiettivo indicato dagli organizzatori guarda già al futuro: continuare a promuovere la conoscenza dei luoghi della memoria e favorire un rapporto sempre più stretto tra arte contemporanea, storia e territorio.

Un percorso nel quale la cultura diventa anche strumento di partecipazione e consapevolezza, con la comunità chiamata a custodire e tramandare l’identità e la memoria del proprio territorio.

Sette Medaglie d’Onore alla memoria di cittadini manduriani deportati nei lager nazisti

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Si è svolta presso la Prefettura di Taranto la solenne cerimonia di consegna di sette Medaglie d’Onore alla memoria di altrettanti cittadini manduriani deportati e internati nei lager nazisti durante la Seconda guerra mondiale e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Le onorificenze sono state conferite con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’ambito della procedura prevista dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296, che riconosce a titolo di risarcimento morale il sacrificio dei cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti.

Il procedimento prevede l’accertamento dei requisiti da parte del Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la successiva formalizzazione della concessione attraverso decreto del Presidente della Repubblica. Le medaglie, realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, vengono quindi trasmesse alle Prefetture, alle quali spetta la cerimonia di consegna ai familiari degli insigniti.

La cerimonia di Taranto ha rappresentato un momento di particolare solennità istituzionale, durante il quale lo Stato, attraverso la Presidenza della Repubblica e la Prefettura, ha rinnovato il proprio omaggio alla memoria degli uomini che subirono deportazione, internamento e privazioni, contribuendo a mantenere vivo il ricordo di una delle pagine più dolorose della storia italiana ed europea.

Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Taranto Ernesto Liguori, gli onorevoli Dario Iaia e Giovanni Maiorano, il sindaco di Manduria Domenico Sammarco, il consigliere comunale Antonio Giuliano, le autorità civili e militari e i rappresentanti dei Comuni della provincia.

Per l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione di Manduria hanno partecipato il presidente Paolo Picchieri, il vicepresidente Giovanni Pezzarossa e il segretario Giuseppe Mazza.

Particolare rilievo è stato riservato alle famiglie degli insigniti, custodi della memoria e della storia dei propri cari. A loro l’Associazione rivolge il proprio ringraziamento per aver mantenuto vivo, nel corso delle generazioni, il ricordo di quelle vicende e per aver consentito alla comunità di Manduria di riconoscersi nella memoria dei propri concittadini.

La Medaglia d’Onore non rappresenta soltanto un riconoscimento individuale, ma anche un atto attraverso il quale la Repubblica conserva e trasmette la memoria del sacrificio di quanti furono deportati e internati, affinché la loro esperienza continui a essere conosciuta dalle nuove generazioni.

Ricordare è un dovere.
Onorare è un impegno.
Trasmettere è una responsabilità.