L’atto di indirizzo approvato dalla Giunta comunale di Manduria per disciplinare il rilascio delle concessioni demaniali temporanee sul litorale di San Pietro in Bevagna accende il dibattito politico. Secondo l’opposizione, il provvedimento presenta diversi aspetti che meritano un approfondimento sia sul piano amministrativo sia su quello politico, con particolare riferimento alla tutela della spiaggia libera e alla trasparenza delle procedure.
Tra le prime osservazioni viene evidenziata quella che viene definita una contraddizione contenuta nello stesso atto. Nelle premesse della delibera, infatti, si afferma che l’iniziativa “non comporta il rilascio di nuove concessioni demaniali”, mentre il dispositivo disciplina il rilascio di concessioni temporanee, individuando requisiti, modalità di selezione, termini, limiti dimensionali e obblighi per i concessionari.
Secondo i firmatari della nota, un atto presentato come semplice indirizzo politico finirebbe quindi per regolamentare, di fatto, l’intero procedimento amministrativo.
L’opposizione solleva inoltre perplessità sulle modalità di selezione. Pur essendo previsto un avviso pubblico, si evidenzia come la delibera non individui criteri oggettivi e predeterminati per la valutazione delle domande, circostanza che, secondo i consiglieri, potrebbe incidere sui principi di trasparenza, imparzialità e parità di trattamento.
Viene inoltre contestata la scelta di limitare la partecipazione esclusivamente alle strutture turistico-ricettive e agli esercizi di somministrazione privi di concessione demaniale, senza che, a loro avviso, sia stata fornita un’adeguata motivazione.
Uno dei punti ritenuti più delicati riguarda la tutela della spiaggia libera. Pur prevedendo un limite massimo di 12 metri lineari per ciascuna concessione, la delibera non stabilisce una distanza minima tra una concessione e l’altra.
Secondo l’opposizione, ciò potrebbe comportare, nei tratti di costa interessati dalla presenza di più attività, una significativa riduzione degli spazi destinati alla libera fruizione dei cittadini.
Ulteriori dubbi riguardano la definizione dei cosiddetti servizi integrativi alla balneazione. Nel documento, secondo quanto evidenziato, non sarebbe chiarito cosa debba intendersi per “allestimenti amovibili”, né se tali servizi saranno gratuiti oppure a pagamento.
Per questo motivo viene chiesto di specificare se si tratti esclusivamente di tavoli e sedie oppure anche di ombrelloni e lettini e, soprattutto, quale sarà l’effettiva destinazione delle aree interessate: spiagge libere, spiagge libere con servizi oppure spazi assimilabili a stabilimenti balneari.
Accanto alle osservazioni tecniche, la nota contiene anche una critica di carattere politico. L’opposizione ricorda che, appena un anno fa, gli stessi amministratori oggi alla guida della città avevano espresso contrarietà nei confronti del bando relativo alle spiagge pubbliche attrezzate, definendolo un possibile passo verso la privatizzazione del litorale.
Alla luce dell’attuale provvedimento, viene quindi posta una domanda diretta alla maggioranza: è cambiata la posizione dell’Amministrazione sulla gestione del mare?
Secondo i consiglieri, i cittadini meritano una risposta chiara, sottolineando come la gestione di un bene pubblico quale il litorale debba essere improntata a coerenza, trasparenza e rispetto degli impegni assunti.
Per queste ragioni viene chiesto all’Amministrazione comunale di chiarire le reali finalità dell’atto di indirizzo e di fornire garanzie sulla tutela della legalità, della concorrenza, della trasparenza amministrativa e del diritto dei cittadini a continuare a usufruire liberamente delle spiagge di San Pietro in Bevagna.

